Second thoughts : in auto da Jaipur Udaipur
Regola numero 234 : non sorprenderti se cambi continuamente idea su cose e sulla gente
Battito sbaglia, i centri di gravità non sono mai permanenti poiché ci si abitua a tutto.
L’India è anche questo, un giorno ti meravigli di come la gente faccia ad attraversare la strada e il giorno dopo ti ritrovi tu ad attraversare la strada stoppando automobilisti, rick shaw, mucche, cammelli e perfino Elefanti.
già perché qui siamo in rajasthan , la terra di raja, i guerrieri degli dei, e qui tutto è fatto , detto, esibito e creato solo ed esclusivamente per suscitare stupore e meraviglia.
Jaipur , the pink city, Una città tinta di rosa, ma non per qualche arcano o romantico motivo, e neppure per intonarsi col paesaggio per qualche remota ragione estetica, ma semplicemente o banalmente solo perché il Raja del tempo volela far colpo su prince Albert, consorte amatissimo di Regina Victoria,in visita da queste parti . A dire il vero quel simpaticone del l maraja non solo fece dipingere la citttà di rosa (in realtà e’ un terra di siena sbiadito) ma addirittura fece costruire un palazzo imperiale solo per r ospirare l’ospite inglese.
Il raja in questione doveva essere molto eccentrico perché quando si era recato a Londra per l’espo universale fece costruire due enormi ampolle d’argento per trasportare l’acqua sacra dove purificarsi dopo aver incontrato quelli non appartenenti alla sua stessa religione.
Ptraticamente doveva purificarsi in continuazione!
La città vecchia è interamente circondata da mura e di sera i cancelli vengono chiusi, fino al mattino successivo, nessuno può uscire o entrare.Mi sono informat se almeno lasciassero uscire le autoambulanze, ma mi hanno guardata strano….qui le autoambulanze non girano.
Il marajha ora si chiami Bhavani e di fatto fa pagare un bigliettoai turisti per visitare una parte del palazzo e memorabilia,
Ha guardie del corpo personali con turbante rosso e il kurta blu.
Le finestre dei palazzi imperiali sono fatte in lattice in modo da far entrare l’aria ma lasciare fuori la polvere.
Il basilico tulsi , è una pinta sacra che viene utilizzata nella mdicina ayurvedica
Questo è tutto quanto di interessante ho imparato finora su Jaipur:
per molti versi vengo considerata una attrattiva esotica, perché le ragazzine sugli school bus mi chiamano e mi fanno ciao, mi additano e guardano tutto quello che ho come se fossi una marziana:
In realtà ieri mi sono avventurata nel due bazaar più famosi, Mr Anil mi ha detto di non preoccuparmi ma di stare attenta allla borsa e ai soldi.
Gli unici turisti che ho visto (6 in tutto) erano scortati da guide che li infilavano sempre negli stessi negozi dove ricevono una commissione per ingaggio.
Il termine bazaar è un termine vago per definire una via porticata dove si vende un po’ di tutto, anche se ogni lato ha una sua specificità, tovaglie, scarpe, argenti, semipreziosi.
La fattura delle mercanzie è discutibile, come anche la qualità e lo stile, ma mi hanno incuriosit lespezie ra cercando disperatamente di capire di cosa si trattasse.:
Ho imparato alcune cose sui curry, sul coriandolo (lo mettono ovunque , perfino nelle frittate e nel pane, sulla menta, e sul trattamento dei datteri secchi e l’anice.
sono uscita dalle porte di Jaipur con una quantità imprecisata di bustine dai contenuti misteriosi.
………………………………..
Di tutte le cose viste finora lacittadina imperialedi Amber Fort è quella che mi ha stupito maggiormente.
E’ circondata da mura merlate che si snodano come la muraglia cinese sui versati ripidi dei monti circostanti. Purtroppo quest’anno per la siccità molti di quelli che dovevano essere laghi sono di fatto un terreno asciutto e secco dove stazionano mucche , capre e maialoni grossi e pelosi.
Sono entrata ( sempre scalza e con i piedi ghiacciati) dentro il tempio indù della dea Kali, che qui però chiamano Durgha.
Mi hanno timbrato la fronte col puri puri rosso, e spazzolato la testa con una fascina di non meglio identificate piante.
Ho visto ben 2 incantatori di serpenti , due cobra, e un serpente a sonagli.
ho fatto il mio primo massaggio ayurvedico, cosa che raccomando a tutti almeno una volta nella vita.
Di massaggi ne ho fatti tanti , un po’ ovunque nel mondo: ma quello di ieri con l’olio di sesamo ( so molto di pollo fritto al burro) sulla palme delle mani e dei piedi è stato assolutamente rigenerante.
Infine ho mangiato questo famoso Thali, nel ristorante veg più fashion della città, ristornate per indiani intendo , non per turisti.
Immangiabile…
Non è solo una questione di piccante o insolito quanto invece l’accostamento dei gusti, che vanno dal dolciastro che sa di latte ( per me assolutamente disgustoso) al piccante estremo con capperi marinati la cosa più ustionante che abbia mai mangiato .
Mentre cercavo di riprendermi bevendo cocacola ( gli alcolici non sono permessi nei ristornati veg -per alcolici intendo anche la birra )sono entrati 3 austriaci di cui uno piuttosto esuberante (guarda caso tirolese) e con un forte accento ( ant whatt , ddo you rekkomment us) . Ha subito dato uno sguardo incuriosito al mio thali ( lo servono in un enorme piatto di di acciaio con tantissime scodelline , con tutti i diversi condimenti) e mi ha chiesto come fosse.
Non sembravo averlo convinto e avrà pensato che fossi una donnicciola anoressica che disdegna il cibo.
Così se n’è ordinato uno ancora più grande del mio, prima di iniziare mi ha fatto il verso di tarzan nella foresta, come l’uomo forte pronto a tutto…è durato solo 30 secondi……credo che il vapore gli uscisse anche dalle orecchie.
Grazie Khalì per avermi vendicata!!!!
Il mio viaggio continua, adoro la gente che incontro lungo la strada quelli che camminano in fila, quelli che vanno in pellegrinaggio a piedi verso templi a 600 km di distanza portandosi dietro cucine da campeggio issate su un trattore, e perfino un piccolo tempietto mobile tutto addobbato.
Sono loro la parte bella e forse ancora autentica dell’india.
quella per cui vale la pena di affrontare tutto il resto.


0 Comments:
Post a Comment
<< Home